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Le vie del cancro e del cibo s’incrociano?

Dott. Luca Imperatori
Medico-chirurgo – Specialista in Oncologia Medica – Dirigente Medico U.O.C. Oncologia Medica Ospedale S. Croce Fano (PU) Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord – Responsabile U.O.S. Gestione Integrata dei Tumori della Testa e del Collo – Esperto in Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Integrata.

 

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Le vie del cancro e del cibo s’incrociano?

Il cancro è una malattia multifattoriale nella quale la ricerca scientifica sta identificando in modo sempre più dettagliato, cause e processi diversi che concorrono alla sua insorgenza. Se da una parte si sta comprendendo che la trasformazione di una cellula neoplastica è il frutto di alterazioni genetiche, sia acquisite nel corso della vita per effetto di stimoli esterni sia ereditate e trasmesse attraverso le generazioni, come accade nel caso di alcune forme di neoplasie mammarie, esiste un importante filone di ricerca che sta rivelando come la neoplasia sia la conseguenza di alterati stimoli che esternamente al DNA sono in grado di modularne l’espressione stimoli epigenetici.

In altre parole il cancro, quale prototipo delle principali patologie degenerative croniche che principalmente affliggono il nostro tempo, rappresenta il prodotto multifattoriale di effetti che possono nascere all’interno della cellula ma anche di agenti che agiscono dall’esterno sulla cellula. La malattia degenerativa è quindi l’effetto di ciò che origina dalla cellula, ma anche di ciò che dall’esterno apporta alla cellula.

Certamente le abitudini alimentari, la qualità e la quantità dei cibi, lo stile di vita alimentare hanno un grande ruolo nei processi di interazione tra ambiente e biologia delle cellule e quindi nel determinare lo stato di salute. L’insulino-resistenza associata alla sindrome metabolica, lo stato di flogosi cronica di basso grado, il microbiota in particolare intestinale, lo squilibrio tra sostanze pro-ossidanti ed antiossidanti (stress ossidativo), l’eccesso di sostanze a carica acida mesenchimale (acidosi), sono i fattori di importanza prioritaria in grado di modulare positivamente o negativamente un processo patologico degenerativo ed in particolare il cancro, sia in fase di prevenzione primaria, sia in presenza di malattia, sia infine nelle fasi di remissione della patologia.

Un regime alimentare con cibi a persistente elevato indice e carico glicemico, quindi carboidrati da farine raffinate e dolci, può provocare ed indurre nel tempo uno stato di insulino-resistenza. Un eccessivo apporto di grassi saturi, un’eccessiva assunzione di carni rosse e latticini, nel tempo contribuisce alla sintesi da parte del nostro organismo di citochine proinfiammatorio e quindi all’insorgenza e mantenimento nel tempo di uno stato di infiammazione cronica di basso grado, che progressivamente si complicherà a sua volta con un’eccessiva presenza di radicali liberi, stress ossidativo e prevalenza di sostanze a carica acida nei tessuti mesenchimali.

L’alimentazione è ugualmente determinante nell’influenzare la composizione del microbiota intestinale, la distribuzione dei diversi ceppi batterici, che dovrebbe rispettare determinate proporzioni in condizioni di salute, e che tende progressivamente al disequilibrio ed alla disbiosi. Tutti questi fattori se presenti in modo persistente nel nostro organismo sono in grado di aumentare il rischio di insorgenza di patologie croniche, renderne sfavorevole il decorso, aumentare il rischio della loro ripresa nei casi di iniziale remissione.