BLOG

Quale dieta utilizzare per contrastare l’infiammazione cronica di basso grado?

Dott. Luca Imperatori
Medico-chirurgo – Specialista in Oncologia Medica – Dirigente Medico U.O.C. Oncologia Medica Ospedale S. Croce Fano (PU) Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord – Responsabile U.O.S. Gestione Integrata dei Tumori della Testa e del Collo – Esperto in Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Integrata.

Il Cibo Ideale, Curarsi Mangiando – Convegno Show Cooking
Quale dieta utilizzare per contrastare l’infiammazione cronica di basso grado?

L’infiammazione cronica rappresenta uno stato persistente caratterizzato dalla presenza eccessiva nel sangue di sostanze con capacità di favorire la proliferazione cellulare, provocare sintomi quali dolori persistenti, alterazione nella corretta proporzione delle cellule che di norma compongono la popolazione cellulare ematica, danno progressivo a carico dei tessuti. Lo stato infiammatorio cronico, anche se di basso grado, rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza delle patologie croniche e può ridurre l’efficacia delle terapie messe in atto per trattarle.
Con la dieta è possibile attenuare questo problema, prediligendo alimenti a valenza antinfiammatoria. Il sedano con i suoi semi è un alimento ricco di vitamina C, di oligoelementi quali fosforo, calcio, ferro, rame e sodio. Alcuni oli essenziali hanno attività depurative, mentre una particolare molecola denominata apigenina ha una spiccata attività antiinfiammatoria. Il sedano può essere assunto frequentemente durante la settimana, sia da solo, per esempio in pinzimonio, oppure quale ingrediente di alcuni centrifugati. I frutti di bosco, come i mirtilli, le more, i lamponi e le fragole, quando di stagione, sono ricchi di un particolare gruppo di sostanze denominate flavonoidi che, oltre ad avere una capacità antiossidante, sono in grado di modulare l’intensità dei processi infiammatori cronici. Molti frutti di colore rosso, quali ad esempio le amarene, il Prunus cerasus, ricche delle vitamine del gruppo B, A, C, E, J e K, sostanze quali quercetina, luteina, zeaxantina, migliorano gli indici di flogosi cronica ed i sintomi ad essa legati.

Anche gli acidi grassi polinsaturi riducono gli stati infiammatori cronici, in particolare la categoria degli acidi grassi omega tre. Gli omega tre sono in grado di stimolare la sintesi, da parte del nostro organismo, di piccole molecole che inibiscono le molecole pro-infiammatorie. Tra i cibi che contengono acidi grassi polinsaturi omega tre vi sono in particolare il pesce di piccola taglia che, proprio per le sue piccole dimensioni, è esposto in minor misura alla possibilità di essere contaminato da metalli pesanti. Anche i semi di lino contengono una particolare forma di omega tre, in particolare l’acido linolenico che biochimicamente rappresenta la molecola di partenza per la sintesi degli omega tre a catena più lunga. Semi oleosi quali noci e mandorle permettono l’apporto di una salutare quota di acidi grassi polinsaturi.