Francesca Pirozzi

Chi era Francesca

09 Maggio 1992 — 07 Agosto 2016

Francesca Pirozzi

Chi era Francesca

09 Maggio 1992 — 07 Agosto 2016

Francesca avrebbe detto “ma dai!”, troppa roba per lei, schiva e riservata ma concreta e tenace. L’idea di fare una Fondazione a suo nome forse non le sarebbe piaciuta per il fatto di mettersi in mostra, ma l’obiettivo di poter essere utile agli altri l’avrebbe vista subito in prima linea.

Quando ha conquistato l’ultimo attestato d’istruttore di nuoto era già malata e non ha più potuto scendere in piscina, ha dovuto smettere anche di donare il sangue e le mancava quel suo “essere utile agli altri” che si è sempre portata addosso. Ci abbiamo pensato tanto, sembra ieri che Francesca non ci guarda più con i suoi occhi sempre sorridenti, alla fine abbiamo deciso di creare la Fondazione Francesca Pirozzi con l’obiettivo di generare fondi per la ricerca e produrre materiali con contenuti, informazioni e dati concreti, “utili” a chi si ammala come lei e più in generale con problematiche oncologiche. Francesca era una ragazza normale, riservata, sempre attenta a tutto, puntuale, precisa! La facevo sempre ridere per questo suo essere “perfetta”. La battuta era riferita alla scuola elementare, secondo me la sua maestra si era dimenticata di dire che “solo” le tabelline andavano imparate a memoria! La classe era impeccabile, un congegno che funzionava senza il minimo errore. Francesca è cresciuta così, tutto doveva essere fatto senza nulla al caso. Era diventato il suo modo di essere, le piaceva, la faceva sentire bene, tutto sotto controllo! La piscina dietro casa, abitavamo a Pegognaga, un piccolo paese del basso mantovano, è diventata da subito il suo luogo preferito. L’acqua il suo amore. Appena poteva, un corso, nuoto libero, una qualche attività nell’acqua. Alle superiori sceglie, non abbiamo mai capito il perché, un istituto tecnico, chimica, fisica, meccanica erano le materie di una classe di oltre venti maschi e solo due ragazze. Non le è piaciuto da subito, è stato un anno di sofferenza che ha migliorato la prospettiva solo quando ha deciso di cambiare strada. Ovviamente non poteva uscire da perdente, fiera della sua promozione, con il “ma perché” degli insegnanti che erano molto contenti di lei, ha deciso di buttarsi nel mondo del cibo, della ristorazione e si è iscritta ad una scuola di ristorazione. L’ha scelta accuratamente, non voleva un istituto qualunque, voleva per la sua età e gli obblighi formativi quello più importante, ha deciso per la Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni. Sono stati tre anni intensi dove si è messa alla prova vivendo di fatto fuori casa, nel convitto della scuola, con ragazzi e ragazze con i quali ha maturato un’esperienza importante. I vari stage in giro per l’Italia l’hanno messa in contatto con il mondo del lavoro, lasciando sempre un ottimo ricordo del suo modo di porsi. Ha completato la maturità all’Istituto Greggiati di Poggio Rusco in Provincia di Mantova ed ha deciso di lavorare con il cibo ma da un altro punto di vista. Si è iscritta all’Università di Modena e Reggio Emilia per seguire il Corso di Laurea in Scienze Erboristiche. Il conseguimento di vari brevetti come istruttore di nuoto e bagnino di salvataggio, accompagnavano gli esami all’università. Questo le ha permesso di essere autonoma dal punto di vista economico, i suoi lavoretti le concedevano quella libertà importante per sentirsi indipendente. Purtroppo a maggio 2015, dando colpa alle troppe cose che faceva, un nuovo brevetto, il lavoro in piscina, gli esami, sentiva una stanchezza che si faceva sempre più forte. Un esame, questa volta su di lei, ha evidenziato la presenza di un linfoma non Hodgkin che ad agosto 2016 ha vinto. Francesca ha continuato a studiare, a dare gli esami, fino a preparare la tesi. Sul letto di ospedale, dove prendeva appunti su tutto quello che le succedeva quotidianamente, si era promessa di raccontare la sua esperienza per essere utile a chi come lei l’avesse dovuta affrontare, voleva farlo con un libro. Questo è l’impegno che mi sono preso, un modo per continuare a sentirla vicina.

Marco Pirozzi

Quando ha conquistato l’ultimo attestato d’istruttore di nuoto era già malata e non ha più potuto scendere in piscina, ha dovuto smettere anche di donare il sangue e le mancava quel suo “essere utile agli altri” che si è sempre portata addosso. Ci abbiamo pensato tanto, sembra ieri che Francesca non ci guarda più con i suoi occhi sempre sorridenti, alla fine abbiamo deciso di creare la Fondazione Francesca Pirozzi con l’obiettivo di generare fondi per la ricerca e produrre materiali con contenuti, informazioni e dati concreti, “utili” a chi si ammala come lei e più in generale con problematiche oncologiche. Francesca era una ragazza normale, riservata, sempre attenta a tutto, puntuale, precisa! La facevo sempre ridere per questo suo essere “perfetta”. La battuta era riferita alla scuola elementare, secondo me la sua maestra si era dimenticata di dire che “solo” le tabelline andavano imparate a memoria! La classe era impeccabile, un congegno che funzionava senza il minimo errore. Francesca è cresciuta così, tutto doveva essere fatto senza nulla al caso. Era diventato il suo modo di essere, le piaceva, la faceva sentire bene, tutto sotto controllo! La piscina dietro casa, abitavamo a Pegognaga, un piccolo paese del basso mantovano, è diventata da subito il suo luogo preferito. L’acqua il suo amore. Appena poteva, un corso, nuoto libero, una qualche attività nell’acqua. Alle superiori sceglie, non abbiamo mai capito il perché, un istituto tecnico, chimica, fisica, meccanica erano le materie di una classe di oltre venti maschi e solo due ragazze. Non le è piaciuto da subito, è stato un anno di sofferenza che ha migliorato la prospettiva solo quando ha deciso di cambiare strada. Ovviamente non poteva uscire da perdente, fiera della sua promozione, con il “ma perché” degli insegnanti che erano molto contenti di lei, ha deciso di buttarsi nel mondo del cibo, della ristorazione e si è iscritta ad una scuola di ristorazione. L’ha scelta accuratamente, non voleva un istituto qualunque, voleva per la sua età e gli obblighi formativi quello più importante, ha deciso per la Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni. Sono stati tre anni intensi dove si è messa alla prova vivendo di fatto fuori casa, nel convitto della scuola, con ragazzi e ragazze con i quali ha maturato un’esperienza importante. I vari stage in giro per l’Italia l’hanno messa in contatto con il mondo del lavoro, lasciando sempre un ottimo ricordo del suo modo di porsi. Ha completato la maturità all’Istituto Greggiati di Poggio Rusco in Provincia di Mantova ed ha deciso di lavorare con il cibo ma da un altro punto di vista. Si è iscritta all’Università di Modena e Reggio Emilia per seguire il Corso di Laurea in Scienze Erboristiche. Il conseguimento di vari brevetti come istruttore di nuoto e bagnino di salvataggio, accompagnavano gli esami all’università. Questo le ha permesso di essere autonoma dal punto di vista economico, i suoi lavoretti le concedevano quella libertà importante per sentirsi indipendente. Purtroppo a maggio 2015, dando colpa alle troppe cose che faceva, un nuovo brevetto, il lavoro in piscina, gli esami, sentiva una stanchezza che si faceva sempre più forte. Un esame, questa volta su di lei, ha evidenziato la presenza di un linfoma non Hodgkin che ad agosto 2016 ha vinto. Francesca ha continuato a studiare, a dare gli esami, fino a preparare la tesi. Sul letto di ospedale, dove prendeva appunti su tutto quello che le succedeva quotidianamente, si era promessa di raccontare la sua esperienza per essere utile a chi come lei l’avesse dovuta affrontare, voleva farlo con un libro. Questo è l’impegno che mi sono preso, un modo per continuare a sentirla vicina.

Marco Pirozzi

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