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L’acqua essenza del pianeta

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Autore: Ida Valentina Tampellini
Titolo: L’acqua essenza del pianeta
Anno: 2018
Tecnica: tecnica mista su legno
Formato: 1 mt x 1 mt

Questa opera è stata donata dal suo autore alla Fondazione Francesca Pirozzi. Il ricavato della vendita è devoluto al progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino che la Fondazione Francesca Pirozzi sta finanziando. I potenziali Acquirenti interessati ad una o più opere possono contattare direttamente la Fondazione Francesca Pirozzi per concordare eventuali modalità di pagamento e di consegna non previste sul sito. Se vuoi procedere all’acquisto immediatamente premi la barra AGGIUNGI AL CARRELLO. Vieni collegato alla pagina di conferma dove, selezionando CONCLUDI ORDINE, mettere i tuoi dati. Selezionando CONTINUA SU PAYPAL accedi alla piattaforma che abbiamo scelto come modalità sicura di pagamento dove puoi usare qualsiasi carta di credito premendo Paga con una carta. Compila i dati richiesti e seleziona Paga adesso. Alla fine del processo Paypal mostra i dettagli della transazione e conferma il tuo acquisto. Via mail riceverai la fattura del tuo acquisto.

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Descrizione

Ida Valentina Tampellini

Nata a San Benedetto Po (Mn), nel 1950, nel 1968 consegue il diploma presso l’Istituto d’Arte di Mantova. Inizia giovanissima l’attività artistica partecipando a numerosi concorsi e mostre. Nel ’73 si diploma in Decorazione Pittorica. Nell’autunno dello stesso anno è assunta come docente di disegno presso la Società Umanitaria di Milano animato da validi docenti che in seguito emergeranno nel campo della grafica e della fotografia. Nel frattempo si iscrive al corso di pittura dell’Accademia ove si diploma nel 1977. Nel 1975 sposa l’artista Hikari Miyata, compagno nel corso di decorazione all’Accademia. Nel 1980 si stabilisce a Goito e ritorna ad insegnare discipline pittoriche, prima all’Istituto d’Arte di Mantova, successivamente a Guidizzolo: l’esperienza scolastica, in particolare la collaborazione con gli studenti, è particolarmente stimolante e divertente. Verso la fine degli anni ’90 lascia l’insegnamento per potersi dedicare all’arte, pur mantenendo viva la collaborazione con le scuole e gli studenti.
Il viaggio attraverso le trasparenze della forma è condiviso da Ida Tampellini che affronta l’immagine come origine ed evento della luce, legata alle qualità palpabili delle carte e ai nutrimenti del colore che la materia assorbe e restituisce lentamente. Ogni singola opera è un luogo di isolato silenzio, lontano dalle grandi problematiche del linguaggio artistico contemporaneo. Ed è appunto questa serenità, questa quiete, scaturita dalle carte dell’artista a renderle uniche, sorde ad ogni vuoto rumore. Quello che ne consegue è un procedimento lento e calibrato indice di un operato che rifiuta la realizzazione subitanea guidata ciecamente
dall’azione gestuale.